Monte Cofano, dove mare e roccia parlano tra loro

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Un viaggio a piedi tra i sentieri del Monte Cofano, tra torri costiere, calette nascoste e panorami che tolgono il fiato.

C’è un punto, tra Custonaci e il golfo di Bonagia, dove la Sicilia si fa scultura. Non una scultura da museo, però: una viva, che respira e cambia colore con la luce. Si chiama Monte Cofano, ma per chi ci va a piedi, lentamente, passo dopo passo, diventa semplicemente lu munti. Una presenza. Un compagno di viaggio che scricchiola sotto gli scarponi e ti guarda dall’alto, mentre sotto si spalanca l’abisso blu del Tirreno.

Appena scendi dall’auto, magari all’alba, ti accoglie un silenzio compatto, tagliato solo dal grido secco dei gabbiani e da quel vento costante che ha l’odore del sale e del timo selvatico. Il sentiero più noto è quello costiero: una lingua sterrata che abbraccia l’intero promontorio come un bracciale antico. Da una parte il mare, dall’altra la montagna: nel mezzo ci sei tu, e non serve altro.

Cammini e ti sembra di riscrivere la mappa del tempo. Ogni curva regala una cartolina diversa: la Torre San Giovanni che spunta come un vedetto di pietra, la Cala Bukuto che appare all’improvviso sotto i piedi, come una conchiglia nascosta. E poi ci sono i colori – quelli veri, mica i filtri di Instagram – che cambiano con il sole: blu cobalto al mattino, oro liquido al tramonto, quando il sole si sbriciola sull’acqua e le rocce diventano rosa, come in un sogno africano.

Per i più avventurosi, c’è la salita alla vetta. Non è per tutti, ma chi arriva in cima racconta di aver lasciato giù qualcosa – il peso dei pensieri, forse – e di aver trovato in cambio un panorama che quasi fa male, da quanto è bello. Da lì vedi tutto: la baia di Cornino, le saline di Trapani, persino il profilo di Favignana nelle giornate più limpide.

E mentre torni giù, magari con i polpacci che bruciano e la borraccia vuota, ti rendi conto che questa non è solo una riserva naturale. È un luogo che ti interroga. Che ti ricorda che il bello non si compra, si conquista. Un passo alla volta.

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