Taormina, incanto sospeso tra il mare e il vulcano

Grazie per esserti interessato a questo contenuto
Per comunicare con noi, scrivi a SiciliaEstate.it@gmail.com - O chiamaci al 373-5353100
Tra rovine greche, viste mozzafiato, sapori intensi e leggende antiche, Taormina incanta in ogni stagione.
C’è un momento, nel tardo pomeriggio, in cui il sole si abbassa e l’azzurro del cielo si sfuma d’oro. È allora che Taormina rivela il suo incanto più profondo. Dall’alto del Monte Tauro, si affaccia sul Mar Ionio con la grazia di una regina antica. Maestosa, elegante, lievemente vanitosa. Come non esserlo, dopotutto, quando ci si ritrova a vivere tra i panorami più struggenti del Mediterraneo?
Non è solo una terrazza naturale, Taormina. È un luogo che vibra. Di storie, di arte, di passioni che si sono intrecciate nei secoli come i vicoletti del centro storico. Fondata dai Siculi, passata per le mani di Greci, Romani, Bizantini, Arabi e Normanni, ogni civiltà ha lasciato un’impronta, come una carezza incisa nella pietra.
Al Teatro Greco, per esempio, il tempo si ferma. Scavato nella roccia e abbracciato dal cielo, regala uno dei colpi d’occhio più celebri d’Italia: il palcoscenico con l’Etna fumante sullo sfondo, il mare turchese che brilla, e il vento che soffia parole antiche tra le gradinate. Se c’è un luogo che può trasformare anche un silenzio in poesia, è questo.
E poi c’è Isola Bella, così chiamata non per caso. Un isolotto ricoperto di vegetazione, raggiungibile a piedi durante la bassa marea, che oggi è anche riserva naturale. Una specie di giardino segreto, galleggiante, che sembra uscito da un sogno botanico.
Il cuore sociale, invece, pulsa in Piazza IX Aprile, elegante e luminosa, con i suoi bar all’aperto, i musicisti di strada e quella vista mozzafiato che ti ricorda ogni secondo dove ti trovi. Da lì, in pochi passi, si arriva a Piazza Duomo, con la sua cattedrale medievale e la fontana delle “Quattro Fontane”, che suona quasi come il titolo di una favola antica.
Ma Taormina è fatta anche di dettagli eccentrici, come le victorian follies della Villa Comunale, nate dalla fantasia della nobildonna inglese Lady Florence Trevelyan, che tra uccelli esotici e influenze orientali decise di creare il suo personale paradiso sospeso tra Oriente e Sicilia.
E se amate la storia nascosta, quella da scoprire con il fiato corto per la meraviglia, fermatevi alla Naumachia, quel muro misterioso con le sue grandi nicchie rosse. Nessuno sa esattamente a cosa servisse: forse una cisterna, forse un monumento. Ma è questo il bello: lasciare spazio all’immaginazione.
In alto, protetta da Castelmola, Taormina si fa piccola e vertiginosa. Salendo a piedi tra i gradini di pietra chiara, si arriva fino al vecchio Castello, da cui si domina tutta la costa. Un luogo che odora di vento e leggenda, dove l’isola sembra tutta lì, a portata di sguardo.
E poi c’è il cibo, naturalmente. Taormina sa di pesce spada arrotolato con menta e pinoli, di caponata dolce-amara, di pasta alla norma fumante. Di nzuddi alle mandorle, croccanti come le parole delle nonne, e di granite così fredde da fermare i pensieri per un istante. Se volete strafare, chiedete anche le cuzzole, ciambelle rustiche zuccherate che un tempo si servivano come antipasto. A Taormina, anche i contrasti diventano poesia.
Infine, nei momenti in cui l’afa si fa sentire, rifugiatevi tra i Giardini Duca di Cesarò: palme, cipressi, angoli ombrosi e panchine su cui leggere un libro dimenticando il tempo. Oppure prendete la funivia e tornate giù, fino al mare, per guardare la Perla dello Ionio dal basso e chiedervi, ancora una volta, se tutto questo è reale.
Grazie per aver visitato questa pagina.
Se ti piacerebbe trovare il tuo paese o borgo su questo sito, inviaci la tua segnalazione
Scrivici a SiciliaEstate.it@gmail.com - Puoi telefonarci al 373.5353100
Un tuo contributo sarà prezioso!, a presto






