Gangi e la Festa dello Spirito Santo 2025

Gangi e la Festa dello Spirito Santo 2025

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Gangi si prepara alla Festa dello Spirito Santo: fede, tradizione e cuore

A Gangi, il tempo sembra fermarsi ogni anno, nel lunedì dopo Pentecoste. E non per nostalgia, ma per devozione. Da oltre quattro secoli, i fedeli si danno appuntamento qui, tra le vie di pietra e il profumo dell’altura, per una festa che non è solo religiosa: è un atto d’amore collettivo, una promessa mantenuta da generazioni.

La Festa dello Spirito Santo si concluderà lunedì 9 giugno, con l’attesissima sacra processione. Ma in paese, l’aria è già cambiata. Si respira attesa, si vedono i primi gruppi di pellegrini salire verso il Santuario, e nei volti della gente si legge l’orgoglio di chi custodisce qualcosa di raro.

Il cuore pulsante della celebrazione è il Santuario dello Spirito Santo, unico in Italia dedicato alla terza figura della Trinità. Qui, al termine della processione, si compie un momento che toglie il fiato: “i miracula” e “a cursa di Santi”. I portatori, spinti dalla fede, iniziano una corsa sul sagrato, reggendo a spalla statue pesanti che sembrano volare. Tre andirivieni veloci, tra grida di preghiera e commozione. È qui che la fede si fa corpo, corsa, sudore, verità.

Alle 16:30, la processione partirà dalla Chiesa Madre. Aprirà il corteo la confraternita più giovane, lo chiuderà quella più antica. In mezzo, oltre quaranta statue di santi, vere opere d’arte realizzate nei secoli da mani siciliane, molte delle quali scolpite dal maestro Filippo Quattrocchi. Ogni simulacro racconta una storia, ogni portatore porta con sé una promessa.

Non mancheranno i momenti di raccoglimento e preghiera nei giorni precedenti: giovedì 5 giugno la messa presieduta dal Vescovo Schillaci; sabato 7 giugno la Veglia di Pentecoste. E poi, come da tradizione gangitana, anche un po’ di festa laica: sabato sera, sul palco, salirà Lello Analfino con i Tinturia, e domenica 8 sarà la volta della Adrian Band con un tributo ad Adriano Celentano. Il suono della banda si mescolerà con le preghiere, come succede solo nelle feste vere.

Don Giuseppe Amato, rettore del Santuario, parla con gratitudine e affetto:
«Questa non è solo una festa religiosa: è una carezza alla nostra identità. La nostra comunità si stringe, si dona, si illumina. Ogni anno è come fosse la prima volta».

Anche il sindaco Giuseppe Ferrarello rivolge un pensiero carico di emozione:
«Lo Spirito Santo ci protegga e ci guidi. Questa festa ci ricorda chi siamo. E noi, come amministrazione, siamo orgogliosi di sostenerla e viverla accanto ai cittadini e ai tanti pellegrini».

Come gesto concreto di accoglienza, il Comune ha predisposto spazi espositivi gratuiti, dal 6 al 9 giugno, per gli artigiani e le attività locali. Un modo per intrecciare fede, cultura e territorio.

E così Gangi si prepara. Con le luci accese, i cuori aperti e la speranza che ogni passo, ogni statua, ogni nota suonata tra le viuzze in festa sia un piccolo miracolo rinnovato. In paese, lo sanno tutti: lo Spirito Santo non si vede. Ma si sente. E cammina tra loro.

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