Monte Bonifato, due estati senza incendi

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Il presidio dei cittadini salva la montagna
La forza della comunità che veglia sulla montagna. Presenza, impegno e amore per la natura hanno salvato la Riserva di Alcamo
Questa volta il colore che resta negli occhi non è il nero della cenere, ma il verde vivo del Bosco d’Alcamo. Per la seconda estate di fila il Monte Bonifato non è stato divorato dal fuoco. Un risultato che non nasce dal caso: a difendere la montagna ci hanno pensato i cittadini, con una “guardianìa popolare” che è diventata simbolo di amore per il territorio e di resistenza civile.
Una comunità in presidio
Sono in 28, provenienti non solo da Alcamo ma anche da Castellammare, Fraginesi, Calatafimi, Trapani-Erice e persino da altre regioni. Hanno affrontato dieci giornate segnate dal vento caldo, restando sul monte per un totale di 58 ore. Giubbotti catarifrangenti, blocchi per annotare targhe e soprattutto tanta determinazione: armi semplici ma efficaci. La loro presenza visibile ha scoraggiato i piromani. E il fuoco, quest’anno, non ha trovato spazio.
La voce dei volontari
“Dedichiamo tempo ed energie gratuitamente, per tutti – raccontano – ma questo non può sostituire le responsabilità di chi amministra. Abbiamo segnalato più volte discariche abusive, ma le istituzioni hanno fatto orecchie da mercante. E da una di quelle discariche, alla fine, è partito un incendio nella zona Sasi”.
C’è amarezza, ma anche orgoglio. Perché in quella rete di turni, sguardi e passi tra i sentieri, i volontari hanno restituito al monte una speranza concreta.
Ombre e luci nelle istituzioni
Rispetto all’anno scorso, sul Bonifato si è vista più presenza di operai forestali e Polizia Municipale. Un segnale di attenzione. Ma restano i silenzi del Comune, che pure aveva promesso droni e controlli. E soprattutto resta inevasa la richiesta di chiarezza sulla Funtanazza, luogo simbolo dove questa esperienza è nata e che tanti cittadini considerano “cuore” della loro battaglia.
Un messaggio che vale per tutti
Il Monte Bonifato oggi non è solo un polmone verde scampato alle fiamme: è il segno che la cura collettiva funziona. Non serve essere eroi, basta esserci. Stare insieme. Tenere gli occhi aperti quando il vento si alza e il rischio cresce. Perché la natura, senza la vigilanza delle persone, è fragile. E perché il dolore di ciò che è andato in fumo in passato non deve ripetersi.
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